Qualcosa si muove…

Guerra è pace.

Libertà è schiavitù.

Ignoranza è forza.

E’ questo l’incipit di “1984”, il celebre romanzo del visionario, anarchico, George Orwell che, nel tratteggiare con una finzione narrativa la possibile ‘società del futuro’ (era il 1945) di un continente-Stato, da lui chiamato Oceania, retto da un governo ‘socialista inglese’, ne sottolineava il programma di controllo delle menti dei cittadini attraverso tecniche di “pensiero doppio” in grado di indicare ai sudditi una meta giusta, corretta, condivisa per conseguire però il suo opposto.

A un’ottantina di anni dal provocatorio scritto di Orwell non vi sono dubbi che quel programma di controllo delle menti si sia trasformato in una realtà.

Certo, un auto-riconoscimento del proprio stato di alienante omologazione ai desiderata di chi ha il potere economico, politico, sociale e culturale nel mondo, viene rifuggito da pressoché chiunque: tanto più dagli pseudo-intellettuali e dai reggicoda dei potenti di regime. Costoro non accettano di essere considerati schiavi, ignoranti e faziosi, anzi: si ritengono liberi, intelligenti, pacifisti e forti. Anzi, mostrano con orgoglio le catene tiranniche loro imposte da quella prigione detta “democrazia” e da loro graziosamente accettate. Sono immersi in una costante dissonanza cognitiva.

Credono di essere indipendenti, astuti e disinvolti, sono in realtà oppressi, idioti e frustrati.

Non si accorgono, non vogliono accorgersi, come lentamente, ma inesorabilmente, l’Occidente e il suo padre padrone – il potere finanziario appollaiato tra Washington e Londra –  stiano perdendo il proprio dominio globale sulle nazioni del mondo e il controllo sulle loro ricchezze: un tesoro fatto di ingegno, di ricerca, di produzione economica, di tecnologie innovative, di tutela dell’ambiente e anche di trasformazione delle materie prime in elementi e beni essenziali per la prosperità dei popoli. Un patrimonio per molto tempo oggetto della predazione coloniale o neocoloniale atlantica.

Immaginano invece di poter migliorare – accettando ogni ‘novità’ usuraia, ogni moda pseudo-culturale, ogni patologia sociale, ogni privazione di spazio vitale – un proprio futuro fatto di prebende, interessi e poltrone.

Oppure si instupidiscono, abbracciano mondi paralleli fatti di droga, di apparenza, di spettacoli, di giochi sociali. E così passano la gioventù, la maturità, la vecchiaia. La loro vita dura poco più di un attimo: dalla nascita alla morte.

Tuttavia due recenti eventi drammatici sono risultati salutari.  L’allarme per la pandemia e per gli effetti avversi post-vaccino e le avvisaglie di guerra che bussano dall’oriente europeo e dall’Arabia in fiamme, sembrano aver scosso dal torpore indotto il nostro popolo. O, almeno, la sua parte più sensibile…

Sono buone notizie.

Nessun accadimento esterno è risolutivo, naturalmente. Occorre sempre un’azione corale di ripristino, risveglio e rinascita. Ma è anche un fatto che il sistema,  svelata la sua faccia repressiva nascosta a tutto profitto delle multinazionali del farmaco e obbligato a rendere manifesto il suo stato di totale sudditanza alla triade atlantica (USA, Gran Bretagna e Israele), è ora nudo e non è ancora riuscito a camuffarsi con nuove maschere per allettare le masse.

Ed è anche un fatto che la crisi attuale – nonostante le ondate di disinformazione e anche di distopia riversate dai manipolatori mediatici –  non sia assorbibile nel breve termine.

Gli ulteriori allarmi per nuove ondate di pandemia non hanno trovato ancora terreno fertile.

La Russia, nonostante la guerra della NATO (di tutto l’Occidente) “fino all’ultimo ucraino”, ha la vittoria da tempo in tasca. Di più: sta erodendo non soltanto il potenziale bellico alleato, ma anche la fiducia delle nazioni satelliti degli angloamericani – Italia, Germania, Giappone (toh: l’exAsse…) in primis –  nella potenza, non soltanto bellica ma anche economica, del mondo atlantico nel XXI secolo.

Per tacere sulla guerra di aggressione israeliana contro i palestinesi che ha suscitato una condanna unanime per i palesi intenti di strage ed espulsione di un intero popolo dalla propria terra.

E in tempi di razionamento di beni essenziali e di crisi economica e produttiva diventa per molti più chiaro come tutto il mondo sia immerso in un rovesciamento totale del livello di benessere fin qui goduto (o non goduto). Che vede l’emergere di una potenza sovranazionale multipolare (i BRICS 5+5 ovvero Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica con  Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) e la decadenza del sistema unipolare targato USA.

Il “pensiero doppio” immaginato da Orwell o il “tittainment” – l’allattamento delle masse con spettacoli e giochi tecnologici individuali (il ludi et circenses dei globalismi) – programmato nel 1992, alla Bilderberg, da Brzezinski, sembrano dunque in difficoltà.

Anche le opere di annientamento della famiglia tradizionale – dall’iperfemminismo ai lgbtq+, dallo sdoganamento della pedofilia all’aborto senza limiti – delle comunità nazionali che – orrore! – pretendono di essere sovrane e delle società ordinate che si vorrebbero invece “aperte”, “inclusive”, “resilienti” e prive di ogni identità, sembrano destinate a segnare il passo…

Dai, l’unità fa la forza qualche passo in più e ci liberiamo dai liberatori.

(Corollario da verificare: nella sua valigia nera, prima di arrendersi, prima di cedere il proprio dominio alle libertà altrui, l’Impero del Male potrebbe però premere un noto, orribile, pulsante rosso…)

Ugo Gaudenzi

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