La protesta dei trattori infuria in Europa. Agricoltori e allevatori contestano le politiche di Bruxelles, i costi energetici più elevati e le importazioni a basso costo, soprattutto dall’Ucraina; rischiano seriamente di essere esclusi dal mercato e rimanere senza mezzi di sussistenza.

I commissari di Bruxelles e i leader Ue, sempre più indifferenti e sprezzanti, proseguono invece con pressioni, minacce e ricatti. Invece di dare ascolto alle giuste proteste rimarcano il loro “sostegno incrollabile” all’Ucraina, approvando un gigantesco pacchetto di aiuti da 50 miliardi di euro per il regime corrotto di Kiev. Una beffa agli occhi di chi manifesta per la propria sopravvivenza. Un suicidio politico ed economico per il Vecchio Continente.
L’ultima PAC (Politica agricola comune) è stata finanziata dall’Ue con 386,6 miliardi di euro, ossia il 31 per cento di tutto il bilancio europeo per il periodo 2021-2027, che vale più di 1.200 miliardi euro. Nonostante ciò, l’intero comparto agricolo è in ginocchio, alla mercé della speculazione, in saldo a prezzi stracciati per i soliti grandi investitori.
La protesta è scoppiata, dilagando in tutta Europa dopo anni di diffuso malcontento. Le politiche europee nel segno di una iperbolica concorrenza non hanno fatto altro che affossare il settore primario dell’agricoltura. I primi a scendere in piazza sono stati gli agricoltori francesi, poi a metà dicembre i tedeschi hanno marciato a bordo dei loro trattori fino a Berlino contro il piano del governo di eliminare i sussidi sul diesel agricolo. Le manifestazioni si sono poi estese agli agricoltori polacchi, schierati contro la liberalizzazione dei trasporti tra l’Ucraina e i Paesi dell’Ue, con la conseguenza di grano ucraino a basso costo a danno delle attività locali. E poi ancora proteste in Romania, in Italia, in Belgio e in Olanda.
Una reazione forte e decisa che ancora non viene compresa dai burocrati al potere in Europa, che invece continuano a spingere in modo ideologico sulla carne sintetica, sugli ogm e sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è la “lotta al cambiamento climatico”, in realtà si tratta un vero e proprio attacco letale alle realtà produttive europee.
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