
Domenica 25 il New York Times ha pubblicato un servizio frutto della collaborazione di due “grandi firme” del giornalismo atlantico: Adam Entous, corrispondente da Washington in particolare per gli affari di “intelligence” e vincitore i due premi Pulitzer, e Michael Schwirtz, reporter investigativo sugli affari internazionali, con una spiccata predilezione per i Paesi dell’ex Urss, e anche lui vincitore di un Pulitzer per i suoi articoli sulle operazioni di intelligence di Mosca.
Due supergiornalisti che, udite, udite, hanno disvelato un gran segreto, quello per cui la Central Intelligence Agency, la CIA, non soltanto è risultata e risulta determinante nel sostegno a Kiev contro Mosca in questi due anni di guerra, ma ha, addirittura, creato da tempo – ben prima del 24 febbraio 2022, inizio della cosiddetta “operazione Speciale”, bellica, dei russi in difesa dei popoli fratelli della Novorossjia – una dozzina di centri di spionaggio e di controllo ad alta tecnologia indirizzati a monitorare e intervenire contro il Cremlino. Una “missione” di addestramento e sostegno operativo di agenti e funzionari ucraini emersa e compartecipata dagli artefici dei governi golpisti di Kiev prima e dopo il colpo di Stato del 2014, detto anche dell’EuroMaidan, che aveva portato alla defenestrazione dell’allora presidente dell’ex Stato dell’URSS, l’Ucraina, Yanukovic.
Il rapporto investigativo del duo Entous-Schwirtz “rivela” (sic) come tale programma sia stato istituito dieci anni fa e abbracci tre diversi presidenti americani, Obama, Trump e Biden. Il New York Times rileva poi come le 12 basi segrete costruite dal 2016 ai confini della Russia abbiano di fatto “trasformato” l’ex stato sovietico ucraino in una sorta di piattaforma di intelligence ostile a Mosca, da cui potevano essere intercettate le comunicazioni del Cremlino, dei comandanti russi e monitorati i satelliti russi, civili e militari. Basi che tuttora vengono utilizzate per attacchi di droni e missili sul territorio russo.

“Un segreto strettamente custodito per un decennio” questo il titolo del lungo reportage del NYT, che illustra come la CIA abbia preso possesso dell’Ucraina golpista e preparato tutte le scelte aggressive contro la Russia beffandosi delle relazioni internazionali e, anzi facendosi scudo di negoziati fasulli conclusi con gli ‘ufficiali’ Accordi di Minsk che indicavano una soluzione “partecipata”, all’italiana, sul modello dell’Alto Adige/Sud Tirolo, al problema delle regioni frontaliere pro-russe o piccolo-russe (che peraltro erano diventate ’ucraine’ soltanto con l’URSS).
Diciamolo senza troppi giri di parole: che gli USA, con la Cia, avessero preso possesso dell’Ucraina golpista e preparato tutte le scelte aggressive, allargamento NATO incluso, contro la Russia era stato palese immediatamente a ogni osservatore delle dinamiche della politica internazionale seduto di fronte a un computer in qualsiasi angolo del pianeta. E naturalmente anche e soprattutto era stato uno schiaffo palese alla Russia, a Putin.
Questo gran mistero che per le due Grandi Firme del NYT è stato “custodito per un decennio” in realtà era un segreto di Pulcinella. Se per scoprirlo al New York Times ci sono voluti dieci anni… per Repubblica, Stampa e Corriere quanti ce ne vorranno?
Il problema è tuttavia ben altro, anche se “firme”, “media” e governi atlantici non sembrano tenerne conto.
Il vero problema è prendere atto come il mondo – con un Occidente bendato quale sua mosca cocchiera – stia galoppando verso un burrone, verso la catastrofe, verso un devastante conflitto nucleare, verso la sua fine.
Diciamo anche che le “rivelazioni” dell’“autorevole” quotidiano sono state evidentemente pilotate da Washington e dal governo satellite insediato a Kiev.
Una provocazione, attuata assieme alle grida di guerra di un Macron che annuncia – e poi non conferma – la volontà europea occidentale di “non permettere una vittoria russa” o che adombra un intervento NATO diretto contro la Russia. E assieme alle manovre belluine, finanziarie e di propaganda dell’esecutivo di Bruxelles e dei governi di Praga e di Roma, in particolare, sempre più inginocchiati di fronte ai diktat militaristi angloamericani del tipo armiamoci (ovvero: comprate da noi le armi) e (voi, ucraini e, se nel caso, europei) partite.
Per Londra e Washington si tratta di una sorta di squillo di trombe ad uso interno ed esterno. Il 2024 è un anno elettorale per antonomasia, e non soltanto per gli Usa o la Russia, ma anche per l’UE e un’altra cinquantina di Paesi nel mondo. Occorre dunque ricomporre “l’ordine unipolare” interno agli atlantici, per quanto possibile. I BRICS sono dietro l’angolo…
Ed è anche un avviso a Mosca per ricordare “su colonne di carta” al Cremlino che gli Stati Uniti e l’UE non lasceranno soli gli ucraini. Un avvertimento, però alquanto inutile e per il vertice russo scontato: è dalla fine del 2021 che i servizi di intelligence russi avevano illustrato al presidente Putin l’avanzare dell’infiltrazione anti-russa in Ucraina con l’insediamento di basi militari coordinate da agenti e funzionari della CIA e dell’MI6 britannico, in particolare.
Comunque ecco qui di seguito una larga sintesi del reportage, con la descrizione, nell’incipit, una base militare ucraina devastata dalle bombe russe e insediata in una foresta.

Nel bunker sotterraneo è ancora attivo il comando ucraino dove si tracciano i satelliti spia russi e si intercettano conversazioni tra comandanti russi. Su uno schermo, una linea rossa seguiva il percorso di un drone esplosivo che si insinuava attraverso le difese aeree russe da un punto nell’Ucraina centrale a un obiettivo nella città russa di Rostov.
Una “base quasi interamente finanziata, e in parte attrezzata, dalla C.I.A.”; la “partnership di intelligence tra Washington e Kiev è un cardine della capacità dell’Ucraina di difendersi. La C.I.A. e altre agenzie di intelligence statunitensi forniscono informazioni per colpi mirati di missile, tracciano gli spostamenti delle truppe russe e aiutano a sostenere le reti di spionaggio”.
In più di 200 interviste, attuali ed ex funzionari in Ucraina, negli Stati Uniti e in Europa hanno descritto una partnership che ha trasformato l’Ucraina in un centro di spionaggio anti-russo al servizio degli atlantici.
Con la Russia all’offensiva e l’Ucraina dipendente sempre più da sabotaggi e attacchi missilistici a lungo raggio oltre le linee: un programma sempre più a rischio: se i repubblicani al Congresso terminano il finanziamento militare a Kiev, la C.I.A. dovrebbe ridimensionare le sue operazioni. E proprio per cercare di rassicurare i leader ucraini, William J. Burns, direttore della C.I.A., ha fatto una visita segreta in Ucraina giovedì ella settimana passata, la sua decima visita dall’invasione.
L’inchiesta del Times ha descritto come fin dal 2015 tra alti ufficiali dei servizi ucraini (a quel tempo il generale Valery Kondratiuk di persona) e uomini CIA in Ucraina vi era stata piena collaborazione: Kondratiuk stesso aveva consegnato al vice capo della stazione della C.I.A. una serie di file segreti, tra questi dettagliati progetti della Marina Russa e sui sottomarini nucleari della flotta del Mar Nero.
Secondo gli autori del reportage, evidentemente su input di qualcuno a Washington teso a rendere per quanto possibile “politicamente corretta” la posizione USA, nel 2016, gli ucraini erano diventati impazienti per quello che consideravano la cautela eccessiva di Washington, e iniziarono a organizzare assassinii e altre operazioni letali, violando i termini che la Casa Bianca aveva stabilito. Gli ufficiali a Washington minacciarono di interrompere il supporto ma… non lo fecero mai.
Anzi: “l’Ambasciata degli Stati Uniti a Kiev era diventata la migliore fonte di informazioni sulla Russia”.
Un inizio cauto
La partnership della CIA in Ucraina può essere fatta risalire a due telefonate nella notte del 24 febbraio 2014, all’iniizio cioè della guerra e delle stragi ucraine contro i propri concittadini del Donbass e di Odessa. Un golpe aveva appena rovesciato il governo che non aveva firmato l’accoro con l’UE e il suo presidente, Viktor Yanukovic. Tra stragi e violenze di piazza, un fragile governo filo-occidentale prese rapidamente il potere. Un neo-nominato nuovo capo dello spionaggio governativo, Valentyn Nalyvaichenko, arrivato al quartier generale dell’agenzia di intelligence nazionale aveva tgrovato tutto il comando devastato. Chiamò i capi stazione della C.I.A. e dell’MI6 e nel mezzo della notte li convocò nell’edificio, chiese aiuto per ricostruire l’agenzia da zero e propose una partnership a tre. “È così che è iniziato tutto”, ha dichiarato Nalyvaichenko.
Di fronte all’annessione della Crimea alla Russia e alle ribellioni separatiste di Donetsk e Lugansk, Kiev scelse la guerra nell’est del paese. E i servizi segreti ucraini chiesero alle agenzie di intelligence occidentali di sostenerli nella riconquista di un territorio ucraino abitato però da russi o russofoni..
Con la violenza in aumento, un aereo non contrassegnato del governo degli Stati Uniti ha toccato terra in un aeroporto di Kiev trasportando John O. Brennan, all’epoca direttore della C.I.A. Disse a Nalyvaichenko che la C.I.A. era interessata a sviluppare “relazioni proficue” con la controparte ucraina, chiedendo massima fedeltà. Gli ucraini dovevano dimostrare di poter fornire informazioni di intelligence di valore agli USA. e dovevano anche eliminare le spie russe; l’agenzia di spionaggio interna, lo S.B.U., ne era infestata.
A Washington i consiglieri del presidente Barack Obama erano decisi a non provocare Mosca. La Casa Bianca aveva elaborato delle ‘regole’ che proibivano alle agenzie di intelligence di fornire qualsiasi supporto all’Ucraina che potesse “ragionevolmente” avere conseguenze letali.
A Kiev, Nalyvaichenko scelse un suo collaboratore di lunga data, il generale Kondratiuk, come capo del controspionaggio e crearono una nuova unità paramilitare da schierare dietro le linee nemiche per condurre operazioni e raccogliere informazioni che la C.I.A. o l’MI6 non avrebbero fornito loro.
Conosciuta come Quinto Direttorato, questa unità era composta da ufficiali nati dopo l’indipendenza dell’Ucraina.”Non avevano alcun legame con la Russia”, ha detto il generale Kondratiuk. “Non sapevano nemmeno cosa fosse l’Unione Sovietica”.
Quell’estate, il volo 17 della Malaysia Airlines, in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur, esplose a mezz’aria e si schiantò nell’Ucraina orientale, uccidendo quasi 300 persone tra passeggeri ed equipaggio.
La nuova struttura di spionaggio ucraino, pilotata da CIA ed MI6, ha così subito prodotto intercettazioni telefoniche e altre informazioni di intelligence a poche ore dall’incidente per attribuire rapidamente la responsabilità ai separatisti sostenuti dalla Russia.
Naturalmente l’inchiesta della controparte ha affermato una versione totalmente differente, con l’aereo malese abbattuto da un missile prodotto ai tempi dell’URSS e utilizzato ancora dall’esercito ucraino.
Un Babbo Natale segreto
Nell’estate del 2015, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha dato una scossa ai servizi interni e ha insediato un alleato al posto di Nalyvaichenko, partner fidato della C.I.A.. Ma il cambiamento ha creato un’opportunità altrove.
Nel rimpasto, il generale Kondratiuk è stato nominato capo dell’agenzia di intelligence militare del Paese, nota come HUR, dove anni prima aveva iniziato la sua carriera
A differenza dell’agenzia nazionale, l’HUR aveva l’autorità di raccogliere informazioni al di fuori del Paese, anche in Russia. Il generale Kondratiuk organizzò un incontro con la D.I.A. statunitense, la Defense Intelligence Agency e consegnò una pila di documenti segreti russi, inizialmente senza risultato.
Il generale doveva trovare un partner più disponibile. Lo aveva già identificato in occasione di una visita al quartier generale della C.I.A. a Langley, in California. Lì aveva incontrato un ufficiale della C.I.A. che era stato scelto per diventare il prossimo capo della stazione di Kiev. E a lui cedette una pila di documenti segreti sulla Marina russi. Così la C.I.A. divenne il partner principale del generale Kondratiuk.
Nel gennaio 2015, dopo una nuova visita negli States, l’Agenzia ha accettato di aiutare l’HUR a modernizzarsi e a migliorare la sua capacità di intercettare le comunicazioni militari russe. In cambio, il generale Kondratiuk aveva accettato di fornire tutte le informazioni agli USA.
Operazione Goldfish
Sotto le rovine del comando ucraino distrutto nella foresta da missili russi, nella base segreta, il lavoro è ripreso grazie al denaro e alle attrezzature forniti dalla C.I.A.. Le squadre sotto il comando del generale Dvoretskiy hanno iniziato di notte a ricostruire la base, ma sottoterra.
Appena ripresa l’attività le sue squadre hanno usato la base per hackerare le reti di comunicazione sicure del network militare russo. E anche quelle dei satelliti di Cina e Bielorussia.
Nel reportage viene descritta un’attività pubblicizzata a esclusivo beneficio del New York Times: Due mappe su un tavolo, come prova di come l’Ucraina stia tracciando l’attività russa in tutto il mondo. La prima mostrava le rotte aeree dei satelliti russi che viaggiavano sopra l’Ucraina centrale. La seconda mostrava come i satelliti spia russi stessero passando sopra installazioni militari strategiche – incluso un impianto di armi nucleari – negli Stati Uniti orientali e centrali.
La C.I.A. aveva fornito le radio criptate e i dispositivi per intercettare le comunicazioni segrete del nemico.
Oltre alla base, la C.I.A. ha anche supervisionato un programma di addestramento, svolto in due città europee, per insegnare agli agenti dei servizi segreti ucraini come e operare segretamente in Russia. Il programma è stato chiamato Operazione Goldfish, nome, che deriva da una barzelletta su un pesce rosso di lingua russa che, dopo aver offerto a due estoni di esaudire i loro desideri in cambio della sua libertà e che veniva invece bastonato.
Gli ufficiali dell’Operazione Goldfish furono presto dislocati in 12 basi operative avanzate di nuova costruzione, costruite lungo il confine russo. Da ogni base, secondo il generale Kondratiuk, gli ufficiali ucraini gestivano reti di agenti che raccoglievano informazioni all’interno della Russia.
Gli ufficiali della C.I.A. hanno installato apparecchiature nelle basi per aiutare a raccogliere informazioni e hanno anche identificato alcuni dei più abili diplomati ucraini del programma Operazione Goldfish, lavorando con loro per avvicinare potenziali fonti russe. Questi diplomati hanno poi addestrato agenti dormienti sul territorio ucraino, destinati a lanciare operazioni di guerriglia in caso di occupazione.
A questo punto il reportage si lancia di nuovo in una excusatio non petita che diventa dunque un’accusatio manifesta:
“La C.I.A. aveva però le sue linee guida. Non avrebbe aiutato gli ucraini a condurre operazioni offensive letali”.
‘Questo è il nostro Paese’
Detto questo, il generale Kondratiuk si infastidì quando gli statunitensi si rifiutarono di fornire immagini satellitari dell’interno della Russia.
Subito dopo, ha chiesto l’assistenza della C.I.A. per pianificare una missione clandestina che prevedeva l’invio di commando HUR in Russia per piazzare ordigni esplosivi nei depositi ferroviari utilizzati dall’esercito russo.
Brennan, il direttore della C.I.A., chiamò il generale Kondratiuk per assicurarsi che la missione fosse annullata e che l’Ucraina rispettasse le linee rosse che vietavano le operazioni letali.
Alla fine dell’estate, le spie ucraine scoprirono che le forze russe stavano schierando elicotteri d’attacco in un campo d’aviazione nella penisola di Crimea occupata dai russi, forse per organizzare un attacco a sorpresa.
Il generale Kondratiuk decise di inviare una squadra in Crimea per piazzare degli esplosivi nel campo d’aviazione. Non chiese il permesso alla CIA

All’epoca, il futuro capo dell’agenzia di intelligence militare ucraina, il generale Budanov, era una stella nascente dell’Unità 2245, quella scelta per la missione. Budanov aveva guidato i commando attraverso uno stretto golfo su motoscafi gonfiabili, sbarcando di notte in Crimea. Ma un commando russo d’élite li stava aspettando. Dopo un feroce scontro a fuoco il commando si ritirò sulla costa, anche nuotando per molto tempo per raggiungere il territorio controllato dall’Ucraina.
Un disastro. In un discorso pubblico, il presidente Putin accusò gli ucraini di terrorismo e promise di vendicare la morte dei combattenti russi.
Il contraccolpo di Washington costò il posto al generale Kondratiuk.
Ma l’Ucraina non si è tirata indietro.
Altre operazioni coperte oltreconfine, in territorio russo furono poste in atto dalla Quinta Direzione, il gruppo di spionaggio che aveva ricevuto addestramento dalla C.I.A. Un’altra volta una squadra di agenti ucraini installò un lanciamissili a spalla non pilotato in un edificio nei territori occupati. Era proprio di fronte all’ufficio di un comandante ribelle di nome Mikhail Tolstykh, meglio conosciuto come Givi. Utilizzando un grilletto remoto, azionarono il lanciamissili non appena Givi entrò nel suo ufficio, uccidendolo. La guerra ombra era ora in piena attività. I russi usarono una bomba in auto per assassinare il capo dell’Unità 2245, la forza d’élite dei commando ucraini. Il comandante colonnello Maksim Shapoval, stava andando a un incontro con gli ufficiali della C.I.A. a Kiev quando la sua auto esplose.
In punta di piedi contro Trump
L’elezione di Trump nel novembre 2016 mise in agitazione gli ucraini e i loro partner della C.I.A..
Trump elogiava Putin e respingeva il ruolo della Russia nelle interferenze elettorali. Era sospettoso nei confronti dell’Ucraina e in seguito ha cercato di fare pressione sul suo presidente, Volodymyr Zelensky, affinché indagasse sul suo rivale democratico, Biden, provocando il primo impeachment di Trump.
Ma qualsiasi cosa Trump abbia detto e fatto, la sua amministrazione è andata spesso nella direzione opposta. Questo perché il Presidente Trump aveva messo i falchi contro la Russia in posizioni chiave, tra cui Mike Pompeo come direttore della C.I.A. e John Bolton come consigliere per la sicurezza nazionale. Questi hanno visitato Kiev per sottolineare il loro pieno sostegno alla partnership segreta, che si è estesa fino a includere programmi di addestramento più specializzati e la costruzione di ulteriori basi segrete.
La base nella foresta è cresciuta fino a comprendere un nuovo centro di comando e caserme, ed è passata da 80 a 800 agenti dell’intelligence ucraina
Il generale Budanov, che Zelensky ha designato per guidare l’HUR nel 2020, ha detto della partnership: “Si è solo rafforzata. È cresciuta sistematicamente. La cooperazione si è estesa ad altri ambiti ed è diventata più ampia”.
Il rapporto ha avuto un tale successo che la C.I.A. ha voluto replicarlo con altri servizi segreti europei che condividono l’obiettivo di contrastare la Russia.
Il capo della Russia House, il dipartimento della C.I.A. che supervisiona le operazioni contro la Russia, organizzò un incontro segreto all’Aia. In quella sede, i rappresentanti della C.I.A., dell’MI6 britannico, dell’HUR, dei servizi olandesi (un alleato critico dell’intelligence) e di altre agenzie hanno deciso di iniziare a mettere insieme un maggior numero di informazioni sulla Russia.
Il risultato è stato una coalizione segreta contro la Russia, di cui gli ucraini erano membri fondamentali.
Marcia verso la guerra
Nel marzo 2021, l’esercito russo ha iniziato ad ammassare truppe lungo il confine con l’Ucraina. Con il passare dei mesi e l’aumento delle truppe che circondavano il Paese, ci si chiedeva se Putin stesse facendo una finta o si stesse preparando alla guerra.
A novembre e nelle settimane successive, la C.I.A. e l’MI6 hanno trasmesso un messaggio unificato ai loro partner ucraini: la Russia si stava preparando a un’invasione su larga scala per decapitare il governo e installare a Kiev un fantoccio che avrebbe eseguito gli ordini del Cremlino.
Secondo i funzionari statunitensi, le agenzie di intelligence statunitensi e britanniche disponevano di intercettazioni a cui le agenzie di intelligence ucraine non avevano accesso. Le nuove informazioni elencavano i nomi dei funzionari ucraini che i russi stavano pianificando di uccidere o catturare, così come gli ucraini che il Cremlino sperava di installare al potere.
Il Presidente Zelensky e alcuni dei suoi principali consiglieri non sembravano convinti, anche dopo che Burns, il direttore della C.I.A., si era precipitato a Kiev nel gennaio 2022 per informarli.
Con l’avvicinarsi dell’invasione russa, gli ufficiali della C.I.A. e dell’MI6 hanno fatto le ultime visite a Kiev con i loro colleghi ucraini. Uno degli ufficiali dell’M16 ha pianto di fronte agli ucraini, per la preoccupazione che i russi li uccidessero.
Su sollecitazione di Burns, un piccolo gruppo di ufficiali della C.I.A. è stato esentato dall’evacuazione degli Stati Uniti e trasferito in un complesso alberghiero nell’Ucraina occidentale. Non volevano abbandonare i loro partner.
Nessuna partita finale
Dopo che Putin ha lanciato l’invasione il 24 febbraio 2022, gli ufficiali della C.I.A. nell’hotel sono stati l’unica presenza del governo USA sul posto. Ogni giorno, all’hotel, si incontravano con i loro contatti ucraini per passare informazioni. Le vecchie manette sono state tolte e la Casa Bianca di Biden ha autorizzato le agenzie di spionaggio a fornire supporto di intelligence per operazioni letali contro le forze russe in territorio ucraino.
Come “rivela” il reportage, sempre più manifestamente frutto di veline di Langley e dell’MI6, i briefing dei servizi occidentali contenevano “dettagli scioccanti e specifici”, totalmente inventati, come quello del 3 marzo 2022: I russi avrebbero “aperto un corridoio umanitario fuori dalla città assediata di Mariupol quello stesso giorno, per poi aprire il fuoco sugli ucraini che lo avrebbero utilizzato”.Inoltre, secondo la C.I.A., i russi avevano pianificato di accerchiare la strategica città portuale di Odessa, ma una tempesta avrebbe ritardato la missione e l’assalto non fu più pianificato. Il 10 marzo, poi, i russi intendevano bombardare sei città ucraine e avevano già inserito le coordinate nei missili da crociera per questi attacchi. I russi, inoltre, stavano anche cercando di assassinare alti funzionari ucraini, tra cui Zelensky. Andato a vuoto l’assalto russo a Kiev (per provocare una caduta del regime golpista), nel giro di poche settimane, la C.I.A. tornò a Kiev.
Alcuni ufficiali della C.I.A furono schierati nelle basi ucraine. Hanno esaminato gli elenchi dei potenziali obiettivi russi che gli ucraini si stavano preparando a colpire, confrontando le informazioni che gli ucraini avevano con l’intelligence nordamericana per assicurarsi che fossero accurate.
Prima dell’invasione, la C.I.A. e l’MI6 avevano addestrato le loro controparti ucraine sul reclutamento di fonti e sulla costruzione di reti clandestine e partigiane. Nella regione meridionale di Cherson, occupata dalla Russia nelle prime settimane di guerra, queste reti di resistenza entrarono in azione, secondo il generale Kondratiuk, assassinando i collaboratori locali e aiutando le forze ucraine a prendere di mira le posizioni russe.
Nel luglio 2022, le spie ucraine hanno visto convogli russi prepararsi ad attraversare un ponte strategico sul fiume Nipro e hanno informato l’MI6. Gli ufficiali dell’intelligence britannica e USA hanno quindi rapidamente verificato l’intelligence ucraina, utilizzando immagini satellitari in tempo reale. L’MI6 ha trasmesso la conferma e l’esercito ucraino ha aperto il fuoco con i razzi, distruggendo i convogli.
Nel bunker sotterraneo, il generale Dvoretskiy ha detto che un sistema antiaereo tedesco ora difende dagli attacchi russi. Un sistema di filtraggio dell’aria protegge dalle armi chimiche ed è disponibile un sistema di alimentazione dedicato, in caso di guasto della rete elettrica.
La domanda che alcuni ufficiali dell’intelligence ucraina stanno ora ponendo alle loro controparti statunitensi – mentre i repubblicani alla Camera valutano se tagliare miliardi di dollari in aiuti – è se la CIA. li abbandonerà. “È già successo in Afghanistan e ora succederà in Ucraina”, ha affermato un alto ufficiale ucraino.
Riferendosi alla visita del signor Burns a Kiev, un agente della C.I.A. ha dichiarato: “Abbiamo dimostrato un chiaro impegno nei confronti dell’Ucraina per molti anni e questa visita è stata un altro segnale forte che l’impegno degli Stati Uniti continuerà”.
La C.I.A. e l’HUR hanno costruito altre due basi segrete per intercettare le comunicazioni russe e, combinate con le 12 basi operative avanzate, che secondo il generale Kondratiuk sono ancora operative, l’HUR ora raccoglie e produce più informazioni che in qualsiasi momento della guerra, gran parte delle quali condivide con la C.I.A.
Fin qui il reportage. Che, come si è detto in incipit, non getta poi granché luce né svela alcun “segreto”. Conferma, invece, quanto già noto in Russia e nell’Occidente non omologato ai media del regime atlantico.
Ci volevano proprio 2 – anzi: 3! – premi Pulitzer per un cotanto riassunto di luoghi comuni.
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