
Alla domanda rivoltagli da Ignacio Ramonet, scrittore e giornalista spagnolo: “Fidel, quali sono gli errori più importanti da lei commessi all’inizio della rivoluzione?” Fidel Castro, lider maximo della rivoluzione cubana, rispose: “…vediamo, l’errore più grave da me commesso all’inizio della rivoluzione è stato quello di aver creduto che qualcuno sapesse come si costruisce il Socialismo. Non esiste una formula, ogni paese, ogni epoca, ogni popolo ha la sua”.
Mai parole furono più vere.

Il Socialismo non è una situazione futura alla quale arriveremo per magia e tantomeno uno schema predefinito. E’ cosa di tutti i giorni e deve passare attraverso l’anima di ognuno di noi.
Non si nasce socialisti. Si impara ad esserlo. Non è una religione ma un cammino in cui ci troviamo, tutti i giorni, con la necessità di creare.
È un’esperienza, un’idea, un sentimento ed una lotta. Il Socialismo non potrà essere un calco, una copia ma creazione eroica, deve nascere da noi stessi, passare attraverso l’anima di ognuno di noi. E parte dalle cose semplici. Considerare i propri compagni di viaggio dei fratelli, non sentirsi superiore a nessuno, è in questo modo che si inizia ad essere socialista, perchè il vero socialista è guidato da grandi sentimenti d’amore. Che ci faccia male il dolore degli altri, questo è essere socialista, che uno sia capace di piangere per un bambino, per un uomo, per una donna che soffrono, questo è socialismo. Deve partire dall’anima, altrimenti è una bugia.
Un socialismo immune dal vizio dell’economicismo e dell’oggettivismo. Il socialismo non si può costruire su categorie capitalistiche, non può prendere a fondamento la legge del valore, ma deve prediligere la dimensione etica, la centralità del popolo. Al burocraticismo, a un sistema basato sull’individualismo e gli incentivi bisogna contrapporre la figura morale dell’Uomo Nuovo, che è chiamato alla solidarietà, al lavoro e alla lotta “senza altra soddisfazione che l’assolvimento del dovere”.
Così prende forma il Socialismo, un modello di una società di uomini che praticano amore e solidarietà per solo impulso morale e non per tornaconto economico. La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noi. Il Socialismo come speranza di una tensione verso l’uguaglianza, intesa come opportunità e non appiattimento, omogeneità, forzatura. Il Socialismo per la giustizia sociale.
E’ un inno alla vita, alla vita vissuta con tutte le energie in una tensione continua verso qualche cosa di più alto. E’ nella pratica di tutti i giorni la relazione Uomo Nuovo, organizzazione nuova e nuova società, è l’asse che si deve ricomporre come condizione per costruire un progetto rivoluzionario alternativo. E’ la coniugazione dei valori che negano la cultura alienante del capitalismo.
L’organizzazione nuova, sarà quella che contribuirà a riunire gli ideali, le capacità e la mistica necessarie per promuovere una cultura basata sull’unione, la ribellione, la resistenza e la solidarietà. Sarà il risultato di un processo di unità di rivoluzionari provenienti da diverse esperienze.
La società nuova a cui tendiamo, sarà la conclusione di una complessa costruzione collettiva, sicuramente piagata di contraddizioni, ma in continuo divenire perché il socialismo non è solo una forma superiore di distribuzione della ricchezza, né una modalità di produzione, ma, soprattutto, un fatto di coscienza.
La società nuova dovrà rappresentare il trionfo di una cultura opposta a qualsiasi tipo di dominazione e ad ogni tipo di discriminazione.
Nando de Angelis
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