
C’era una volta la moneta d’argento. O d’oro o di rame: diciamo, due millenni fa, un “solidus”.
Negli States, due secoli fa, il silver coin… Poi il conio scomparve e (come una cambiale o, meglio: un ‘mamré’) la carta moneta assunse il valore di una ex moneta coniata.
Negli States la banconota da un dollaro – il nuovo ‘tallero’ – era definita un ‘certificato argento…
Da tempo ‘alcuni’ – i mercanti inglesi di beni e di schiavi – avevano inventato le assicurazioni per tutelare il loro bottino. Non soddisfatti, avevano poi creato le… “riassicurazioni” per scaricare il risarcimento di loro possibili – e sicuri – danni sullo Stato, e cioè sul tesoro nazionale fatto di tasse e tributi, attraverso un intermediario privato, la Banca d’Inghilterra, istituita per beneficare i finanzieri con i profitti sui prestiti, al tempo stesso ricattando re e governi.
Poi – sfuggite soltanto per un pugno di anni dal cappio dell’usura diventata internazionale – le colonie ex britanniche delegarono ad una superbanca privata nordamericana – quella che oggi è la Federal Reserve – prima il conio delle monete (d’argento), poi l’aggancio della carta moneta ad un valore fisso dell’argento (o dell’oro).
Ormai, come le valute satelliti della maggior parte delle nazioni, il dollaro è una moneta non supportata da alcun asset fisico, il che significa che non gli States ma dagli States – e precisamente dal ferragosto del 1971, quando Nixon troncò la parità fissa tra oro e dollaro – il mondo è stato inondato da pezzi di carta stampata (in principio i cosiddetti petrodollari, oggi – senza spreco di carta… – il denaro virtuale che corre con un click tra i quattro angoli del pianeta) sostanzialmente creato dal nulla e non legato ad alcuna ricchezza di materie prime, di produzione, di commercio…
E’ anche – personalmente direi soprattutto – su questo che si sta giocando l’avvenire dell’umanità.
Le ‘regole’ unipolari sulle quali si è costruito lo strapotere dell’Occidente (e in particolare il dominio sull’emissione del denaro e sul metro monetario che calcola il valore di base dei beni e delle merci attraverso il dollaro) riusciranno a prevalere nonostante la crisi politica ed economica dell’asse Londra-Washington, o l’emergere delle nuove potenze, di quel mondo ‘multipolare’ del quale i BRICS sono il mattone fondante, farà “saltare il banco” del sistema liberista planetario fondato sul dollaro-carta pilotato dai trenta – o poco più – Signori del Denaro padroni del sistema monetario e della finanza internazionale?
Naturalmente l’augurio è per un totale ribaltamento del sistema, di un ritorno dell’uomo come misura di tutte le cose.
Ma c’è un ma.
Se il nostro popolo non si risveglia saranno altri a determinare anche le auspicate nuove regole per un mondo fatto di comunità nazionali sovrane più giuste, più ordinate e più pulite. Quando non si partecipa alla costruzione di un’alternativa, si è poi costretti a subire i dettati altrui. La storia lo insegna: è facile diventare succubi dei più potenti: ‘alleati’ o non alleati che siano.
È dunque nostro dovere costruire una potente calamita.
Occorre un atto di volontà corale, una dichiarazione di fede, un atto di forza per assemblare ogni energia in una unica macchina da guerra.
In fondo queste righe sono un appello, un invito, a costruire assieme, ora, subito, uno spazio di libertà.
Tra sodali, compagni e fratelli di lotta, ‘cittadini’…
Fuori dai vincoli e dai riti di regime.Attenti – come sempre è stato – a riconoscere in anticipo e a interpretare gli eventi destinati a indirizzare la storia del mondo.
All’opera per liberare la nostra gente dalla schiavitù delle mode altrui e di falsi miti: una non-vita imposta al ‘gregge’ dalla solita cupola del profitto e dell’usura.
Decisi a restituire luce al futuro di chi verrà dopo di noi.
Lottadipopolo sta rinascendo per questo.
Ugo Gaudenzi
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