Si chiudeva a Teheran un importante vertice internazionale

“Seconda Conferenza Internazionale sul Disarmo e la non Proliferazione Nucleare e armi Distruttive di Massa”.
Si è svolta a Teheran dal 12 al 13 giugno, la seconda edizione della Conferenza Internazionale sul Disarmo Nucleare, organizzata dall’IPIS- The Institute for Political & International Studies.
Un segnale importanti da parte della Repubblica Islamica dell’Iran che ha voluto ancora una volta rimarcare la sua contrarietà agli armamenti nucleari e la propria volontà di vedere ogni nazione libera di procedere verso il nucleare civile, senza impedimenti e ritorsioni da parte delle attuali potenze atomiche.
Le due giornate di Teheran , alle quali hanno partecipato quaranta delegazioni straniere di esperti provenienti da Usa,Europa e Asia tra cui ambasciatori e una delegazione dell’Onu e dell’AIEA, è iniziata con il discorso inaugurale del ministro degli Esteri Manoucher Mottaki che” ha criticato il non rispetto del Trattato di non Proliferazione Nucleare TPN da parte di Israele e Stati Uniti , con Tel Aviv i che è oramai una delle maggiori potenze nucleari e considerata l’unico ostacolo per la creazione di una zona franca da armi atomiche nel Vicino Oriente e gli Usa che violano costantemente le norme contenute nel TPN” “. Il ministro iraniano ha quindi ribadito il diritto dell’Iran a poter usufruire della tecnologia per uso pacifico dell’atomo e dare quindi un futuro al proprio popolo , quando le fonti petrolifere dovranno per forza di cose esaurirsi”.
Le testate atomiche attuali dislocate nel mondo ammontano a circa ventitre mila testate nelle mani di poche , e quasi dieci mila restano operative , mentre due mila sono di pronto utilizzo in stato di massima allerta operativa,con una potenza distruttiva enormemente superiore a quelle che furono sganciate dagli Stati uniti sul Giappone.
Nel 2010 alla conferenza NPT a New York , l’Iran con gli Stati membri dei Paesi non allineati,propose l’adozione di un quadro giuridico con un calendario specificato per eliminare tutte le armi nucleari entro il 2025.
Gli interventi che si sono susseguiti durante i due giorni, con il contorno di una riuscita organizzazione dell’evento, hanno contemplato anche tre focus specializzati in cui si è discusso di “ dottrine delle potenza nucleari-misure pratiche per stabilire un mondo libero da armi distruttive di massa-impegni internazionali per il disarmo.
Tra i presenti Shannon N.Kile,statunitense , ricercatore nel settore della proliferazione nucleare e uso del deterrente nucleare militare,che fa capo al Stockholm International Peace Research Institute ,che ha tracciato le linee per arrivare al dopo trattato START, fino al vero disarmo.
Poi è stata la volta di Li Guofu, Direttore del Center of Middle East Studies del China Institute of International Studies, che ha illustrato il punto di vista cinese: “ Il rischio di guerra nucleare rimane alto nonostante il presidente Obama ha dichiarato di essere favorevole a un mondo libero da armi distruttive di massa, peccato che poi gli Stati Uniti hanno continuato ad ottimizzare il loro arsenale fino ad oggi, non rinunciando al diritto di minacciare le nazioni che non possiedono tali armi.”
E’ stata poi la volta del Prof. Francois Gere dell’Istituto francese per l’Analisi Strategica IFA, che ha analizzato le prospettive di un disarmo atomico. Secondo il Prof Gere, “ le armi nucleari rimangono il maggior pericolo di catastrofe mondiale.Per quanto riguarda le armi biologiche, queste possono causare catastrofi imprevedibili, ma rimangono armi di ultima istanza. Oggi siamo in un periodo d’incertezza, a causa delle guerre d’aggressione decise da Bush”
Yumi Kanazaki ,giapponese giornalista di Hiroshima” ha parlato in nome dei numerosi sopravvissuti all’attacco atomico del 1945, molti di questi,chiedono che si debba prendere in seria considerazione il Trattato di non Proliferazione Nucleare, e ci si concentri sull’uso pacifico dell’atomo”.
E’ stata poi la volta del Presidente dell’Istituto per la Pace di Hiroshima, che senza mezzi termini ha detto che “ l’umanità sarà preservata dal pericolo di estinzione solo quando saranno abolite le armi nucleari”. Gli Stati Uniti non hanno mai ammesso che il loro bombardamento sul Giappone non poteva essere ammesso in nessun modo perché totale negazione della dignità umana”.
Il britannico Paul Ingram . del British America Security Information Council, ha posto l’accento su come“per l’Iran,in vista della Conferenza sulla zona franca da armi nucleari nel Vicino Oriente, in programma nel 2012 , ci sia l’opportunità di sviluppare accordi regionali di sicurezza. L’Iran è stato il primo paese che ha prospettato una zona franca nel Vicino Oriente”.
Per Jacek Durkalec, dell’Istituto di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università di Cracovia, “ negli ultimi anni vi sono stati dei segnali positivi per avere un mondo libero da armi atomiche”, anche se tutto questo richiede un approccio graduale”
Kris Janssen , belga esperto del Vicino Oriente , ha incentrato il suo intervento sul programma Civile iraniano e su quello militare israeliano” in particolare di quest’ultimo sappiamo oramai che è il sesto a livello mondiale uno dei quattro assieme a India,Pachistan e Corea del Nord a non aver aderito al Trattato di non Proliferazione Nucleare. Lo stato sionista ha iniziato il suo programma nel 1949, ad appena un anno dalla sua fondazione e con l’aiuto della Francia iniziò la costruzione di un reattore e di un impianto di ritrattamento a Dimona nel deserto del Negev.Il primo ordigno nucleare israeliano è stato costruito nel 1967-68 ,poi confermato dalle dichiarazioni di Mordechai Vanunu nel 1986. Lo Stato sionista ha attualmente 200-400 testate atomiche”.
I lavori sono poi proseguiti con l’intervento dell’Ambasciatore ed ex segretario degli Esteri indiano Rajiv Sikiri,membro dello IISS di Londra e del Royal Institute for International Affarires e di Zafar Cheema del Dipartimento di Studi alla Difesa e Strategici dell’Università di Islamabad-Pachistan che ha posto l’accento sul fatto “che nonostante la riduzione del proprio arsenale , Usa e Russia detengono ancora migliaia di testate atomiche, mentre Cina, Francia e Gran Bretagna non fanno parte dei colloqui sulla riduzione degli armamenti.India, Pachistan e Israele stanno invece cercando di emulare le altre potenze ,per raggiungere i propri obiettivi di sicurezza nazionale”.
Erano presenti inoltre l’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana de Venezuela Ali de Jesu Uzcàtegui Dungue, rappresentante permanente presso l’Onu e il cubano Rodolfo Benitez vice rappresentante permanente di Cuba alle Nazionai Unite che “ha elogiato gli sforzi di Teheran facendo appello affinché siano messe in atto tutte le capacità e le potenzialità per smantellare e distruggere le armi nucleari nel mondo ,inoltre merita rispetto il diritto dell’Iran ad avere un programma pacifico per l’uso dell’energia nucleare. L’obiettivo finale deve andare oltre la cosiddetta non proliferazione e deve tendere al disarmo totale , senza eccezioni”.
Il portavoce per la Sicurezza Nazionale e della Commissione sulla politica Estera dell’Iran Kazem Jalali,ha puntato il dito contro gli esportatori di materiale nucleare “che, di fatto, impediscono lo sviluppo di tecnologie pacifiche ad altri Stati in via di sviluppo, trattando invece con rispetto coloro che non hanno firmato il TNP e possiedono armi atomiche con il massimo rispetto, una doppia morale che mina la credibilità del trattato . E’ un diritto inalienabile, ha proseguito Kazem Jalali, dei governi la possibilità di sviluppo pacifico dell’atomo”.
Ha chiuso i lavori Ali Asghar Soltanieh, Ambasciatore iraniano presso l’Agenzia Atomica Internazionale AIEA, che ha evidenziato come “Israele rifiuti di sottoporsi ad ogni forma di controllo e non aderisca al TNP, e che lo Stato sionista è l’unico ostacolo alla costituzione di una zona libera da armi nucleari nel Vicino Oriente. La Repubblica Islamica dell’Iran è da sempre favorevole al disarmo nucleare, e che l’AIEA debba aumentare gli sforzi”
Federico Dal Cortivo
Teheran 12 giugno 2011
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