
Esiste un’area politica che è incapace di “andare oltre”, nonostante i proclami di avanguardismo.
L’eredità lasciata dalla storia si tramuta in ideali che plasmano la propria visione del mondo, questa deve fare i conti con l’attualità proiettata al futuro, la storia non può rappresentare una sorta di “zavorra” che rende anacronistici e sterili pensieri presumibilmente duri e “puri”.
La posizione geopolitica generale e soprattutto riguardo il conflitto ucraino rappresenta la cartina di tornasole per comprendere ciò.
Il mondo è in trasformazione, diretto verso il multipolarismo, l’egemonia dell’anglosfera è sempre più in discussione, proprio questo sta innescando conflitti più o meno combattuti in giro per i continenti.
Quale posizione dovrebbe avere l’Italia per fare i propri interessi?
È opportuno ricordare a certuni che l’Italia è occupata dagli americani con centinaia di basi militari e che è vincolata da un armistizio con clausole financo segrete con gli yankees, che ne limitano fortemente la sovranità, non esiste alcun vincolo né con i russi né con i cinesi, tantomeno loro caserme in territorio italiano, rendendo i rapporti con essi assolutamente paritari.
Davvero la Russia rappresenta un pericolo per noi? Sì, ma solo nella misura in cui noi lo siamo per essa, dato che le facciamo la guerra attraverso la NATO, in condizioni normali gli interessi russi e italiani non sarebbero in conflitto, rammentando che Putin non ha alcun bisogno di colonizzare altri Stati, avendo risorse e territori immensi con una popolazione contenuta, l’avanzata in Ucraina è una “costrizione” per creare una zona cuscinetto.
La Russia è antifascista? Sì, all’incirca, ma occorre ragionarci. L’antifascismo russo è fondato sul mito della Guerra Patriottica, costruito su più di 20 milioni di morti, ed è soprattutto il concetto di respingimento di quello che viene identificato come invasore a renderlo indiscutibile.
È chiaro che andare a Mosca sulla piazza Rossa inneggiando al nazionalsocialismo significherebbe l’arresto immediato per non dire altro, non è possibile mettere in discussione certe cose, ognuno si può tenere le proprie ragioni e i propri caduti, ma si provi a parlare con un russo di antiliberalismo, superamento del parlamentarismo di destra e sinistra, difesa dell’identità e della spiritualità del proprio popolo e vedrete molto probabilmente che tutto questo “antifascismo” non esiste.
La Russia attaccherebbe l’Italia semmai ci fosse un governo che persegue i principi summenzionati? No, se essi non rappresentano una minaccia esistenziale per essa e non sta scritto da nessuna parte che l’Italia debba combattere contro Mosca per partito preso.
Questo bisogna farlo però avendo bene a mente una cosa, la Russia non è uno Stato nazione, ma uno Stato imperiale, dove ci sono centinaia di etnie, di lingue e diverse religioni, ma con la predominanza russa e ortodossa, che comunque la rende soprattutto “europea”, seppur con un componente asiatica importante, quindi è diversa dall’ Italia.
La vera avanguardia è metabolizzare la storia pensando al presente mentre si guarda al futuro.
(DB – Weltanschauung Italia)
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