
Ecco l’eredità della crociata “umanitaria” dell’Occidente per la democrazia, città trasformate in cimiteri di sovranità e speranza. Iraq, Libia, Siria, Jugoslavia, Yemen: nazioni con storie ricche e culture fiorenti, ora ombre di se stesse, ridotte a macerie e caos.
Questa non è liberazione. Questo è il modello di business delle guerre infinite: destabilizzazione, cambio di regime e un progetto di distruzione camuffato da libertà. Sotto ogni edificio crollato si nasconde un piano di oleodotto, un tesoro saccheggiato e i sicari economici di un impero che sorridono nelle loro sale riunioni.
L’ironia? Queste stesse nazioni prosperavano prima della loro “democratizzazione”. L’Iraq con le sue grandi moschee, la Libia con il suo impareggiabile welfare sociale, la Siria, culla della civiltà; la Jugoslavia con la sua armonia cosmopolita e lo Yemen, patria ancestrale della resilienza. Ognuna offriva al suo popolo stabilità, infrastrutture e un futuro prima che diventassero bersagli dell’appetito di controllo dell’Egemone.
Ma diciamolo chiaramente: non si tratta solo di bombe e sanzioni. Si tratta di una facciata morale-farsa “Ordine basato su regole” – in cui le nazioni sovrane devono inchinarsi alla supremazia finanziaria e militare degli oligarchi occidentali. E quando resistono? Vengono cancellati, un missile alla volta, sotto un blackout mediatico progettato per manipolare il mondo e renderlo complice.
I media aziendali Mockingbird? Complici silenziosi, che riciclano l’opinione pubblica con discorsi di “costruzione della nazione” senza mostrare nulla della devastazione prima e dopo che vedi qui. L’unica democrazia in mostra era quella in cui i missili davano i voti e Big Oil, Big Tech e Big War contavano i profitti.
Non prendiamoci in giro. La vera democrazia sperimentata da queste nazioni è stata la “democrazia” del saccheggio delle risorse: petrolio per l’Iraq e la Libia, oleodotti per la Siria e controllo delle rotte commerciali critiche nello Yemen. Quale modo migliore per garantire la “libertà” se non cancellando intere città dalla mappa e lasciando rovine fumanti su cui regnare con regimi fantoccio?
Ma l’Occidente non può vincere questa partita per sempre. Un nuovo ordine sta emergendo dalle ceneri che hanno seminato. La Maggioranza Globale ricorda, e si rifiuta di dimenticare.
“Il vecchio mondo muore, e il nuovo mondo lotta per nascere; ora è il tempo dei mostri.” (Antonio Gramsci)
Gerry Nolan
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