
Anche se declinato in modi, forme e ragioni diverse, sia Trump che i vertici (non eletti) dell’Unione Europea hanno lo stesso problema: venir fuori dal conflitto senza fare la figura dei peracottari (abbastanza facile per Trump che questo conflitto non l’ha voluto né incoraggiato, molto meno per i vertici UE) e soprattutto da vincenti, o qualcosa che gli assomiglia.
Certo, entrambi hanno a disposizione la variante “Putin voleva conquistare tutta l’Ucraina in tre giorni, non c’è riuscito, l’Ucraina indipendente esiste ancora anche se mutilata territorialmente, quindi hanno vinto loro o meglio abbiamo vinto noi”, e in effetti lo stanno già facendo.
Ma questa variante ha un problema: se tutto questo fosse vero la guerra potrebbe finire anche oggi. Kiev resta là, l’Ucraina pure eccetera, che bisogno c’è di continuare a far morire gente e spendere soldi? I tre giorni sono passati.
Ma il problema è che a giudicare da quanto dicono e scrivono, oltre a non avere un piano per farla finire questa guerra, siamo di nuovo alle sanzioni che schianteranno la Russia, sembra che non ci sia nemmeno la volontà di farlo e pare che tra i due (USA e UE) i più accaniti siano i nostri, che tra Davos e conferenza dell’EDA (Agenzia Europea per la Difesa) sono sempre più sul piede di guerra, a sentire quanto dicono Kallas, Rutte e Kubilius. Se leggiamo con attenzione, però, più che di guerra contro la Russia si parla di soldi da dare agli USA. Kallas, ad esempio qui (https://www.politico.eu/article/eu-top-diplomat-we-dont-need-a-european-army/) e qui (https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/22/ucraina-ue-maggiore-spesa-armi-kallas-guerra-russia/7846871/)): un esercito europeo non serve, abbiamo già la NATO. “Bisogna investire, abbiamo bisogno di investimenti da parte degli stati membri e dal settore privato. Ma anche dal budget comune dell’UE”, perché appunto dobbiamo prepararci alla guerra e Trump ha ragione a dire che spendiamo troppo poco, “spendiamo miliardi per le nostre scuole, l’assistenza sanitaria e il welfare. Ma se non investiamo di più nella difesa, saremo tutti a rischio”.
Kubilius rincara: la Russia spende il 9% del PIL in armi, la media europea è solo dell’1,9%, “le carenze di materiale militare [europeo], se confrontate con l’economia bellica russa, sono colossali. Non possiamo più permetterci un approccio frammentato, un approccio incrementale. Abbiamo bisogno di ‘big bang’ per aumentare la produzione e l’acquisizione della difesa”.
Nota a margine: il bilancio della difesa russo per il 2025 è di 145 miliardi di $; l’UE spende già adesso 279 miliardi di $ per la difesa. Già così quindi, senza aumentare le spese, spendiamo 134 miliardi di $ in più all’anno, com’è che abbiamo “carenze di materiale militare” e loro invece sono pronti a marciare su Lisbona?
La Kubilius tace!
Fonte: POLITICO (https://www.politico.eu/article/eu-top-diplomat-we-dont-need-a-european-army/)
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