
Il governo siriano di al ‘Jew’lani, imposto a Damasco – dopo oltre dieci anni di assalto al regime laico socialista di Assad – da un’alleanza israelo-atlantica e turco-araba del Golfo, sembra ora deciso a raggiungere i suoi proxy nel cosiddetto ‘patto di difesa alla Mecca’, per partecipare alla guerra in Yemen a fianco dell’Arabia Saudita e delle sue milizie arruolate da Aden.
Il “Patto della Mecca” è stato costituito ad agosto da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan.
Per il ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shaibani, ex ISIS, la nuova ‘missione’ benedetta da Israele e dalle petromonarchie arabe con il patronato angloamericano, si attaglia perfettamente al nuovo regime siriano, vassallo degli atlantici, perché la “Siria è una parte “integrante” della sicurezza regionale’
Sicurezza che deve fare perno su un governo (fantoccio) insediato nel meridione yemenita dall’Arabia Saudita.
È evidente che obiettivo dell’Alleanza è rendere di nuovo ‘libera’ la navigazione dei carghi occidentali e di Israele, Egitto, Arabia saudita nel mar Rosso e attraverso lo stretto di Bab Mandela stroncando la resistenza del governo yemenita Huthi a Sana’a, sciita e alleato di Teheran.
Come è più che palese che a sollecitare un impegno degli Stati arabi più reazionari nella guerra indiretta all’Iran ci siano Israele e gli angloamericani con le loro truppe coloniali (anche italiane…), gli stessi ‘israeloatlantici’ impegnati in pulizie coloniali anche nell’altra costa del Mar Rosso meridionale (Somaliland, Eritrea, Etiopia Sudan e SudSudan).
È in questo quadro di attacco israelo-atlantico alla fratellanza tra forze sciite (Iran in testa, ma maggioritarie in Libano, Iraq, Oman e tra le popolazioni del Golfo) che deve inquadrarsi, dunque, la nuova iniziativa di intesa militare rivolta dai sauditi, in affanno contro le forze di Sana’a.
In particolare Riad avrebbe chiesto alla Siria di fornire fino a 20.000 soldati da impiegare in Yemen.
Questo contingente siriano dovrebbe includere la 90ª e l’84ª Divisione; quest’ultima integra combattenti/mercenari stranieri che in passato hanno militato tra le file di an-Nusra – gruppo affiliato ad al-Qaida/Isis e successivamente rinominatosi Hayat Tahrir al-Sham, appunto il gruppo terrorista utilizzato dagli Stati arabi soggetti alla volontà di Tel Aviv e Washington per abbattere il governo ba’atista di Assad.
Si badi bene: Il Pakistan mantiene già una presenza militare in Arabia Saudita, mentre la Turchia starebbe valutando un dispiegamento limitato a compiti di natura difensiva. Anche l’Egitto si è detto ‘interessato’.
E, naturalmente, l’amministrazione Trump e il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) sono stati ‘consultati’ in merito e, chissà come mai, non si oppongono a questa alleanza tra Stati sottoposti (da loro) a regimi a sovranità limitata…
l.p.
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